METROPOLIS

Vi avevo già annunciato che ne avrei fatto un articolo per il blog, oggi voglio parlarvi del film che sto analizzando per la mia tesi di laurea: Metropolis, diretto da Fritz Lang.

Questo film è considerato uno dei pionieri del genere di fantascienza nella storia del cinema, con lui “Viaggio nella Luna” del 1902, diretto da Georges Méliès, considerato il primo film di fantascienza.

Metropolis è un film muto del 1927 e considerato il capolavoro del regista tedesco, che possiede una lunga filmografia alle spalle nella quale figura un altro film molto interessante che vi consiglio di vedere: M- Il mostro di Dusseldorf (1931) di genere thriller e poliziesco.

Metropolis invece va oltre i confini della realtà e si lancia in un genere, per il tempo, nuovo: la fantascienza! Come tutti i film dell’epoca Metropolis è in bianco e nero e naturalmente muto, ovvero senza le voci degli attori ma accompagnato soltanto da una colonna sonora.

Vediamo la scheda del film:

  • Film muto.
  • Durata: 117 min. / 153 min. (director’s cut)
  • dati tecnici: B/N rapporto: 1,33:1
  • genere: fantascienza, drammatico
  • regia: Fritz Lang
  • soggetto: Thea von Harbou (la moglie del regista)
  • sceneggiatura: Fritz Lang e Thea von Harbou
  • fotografia: Horst von Harbou
  • Effetti speciali: Ernst Kunstmann
  • Musiche: Gottfried Huppertz (musica originale) Club Foot Orchestra, Giorgio Moroder (riedizioni)
  • Scenografia: Otto Hunte, Erich Kettelhut, Karl Vollbrecht

Poco dopo la première del film, Metropolis fu severamente tagliato e alterato. Da allora, più di un quarto del film era creduto perduto. Nel 2008, una versione quasi completa del film viene trovata a Buenos Aires. Il materiale era pesantemente danneggiato.

Utilizzando il metraggio dell’Argentina, un Metropolis virtualmente completo è stato ricostruito e restaurato. Il testo delle didascalie è stato preso dai record di censura tedesca ed è stato tradotto in inglese. In modo da mantenere la scala del metraggio restaurato, la porzione mancante del fotogramma appare nera. I fotogrammi neri indicano i punti dove il metraggio si è perso. Le didascalie in un diverso carattere sono state aggiunte per riassumere il contenuto delle scene mancanti, per quanto sia necessario alla comprensione della storia.

Il film si apre con un’aforisma:

THE MEDIATOR BETWEEN BRAIN AND HANDS MUST BE THE HEART!

IL MEDIATORE TRA IL CERVELLO E LE MANI DEVE ESSERE IL CUORE!

METROPOLIS (1927)

L’idea di creare una città futuristica con imponenti grattacieli venne a Lang quando visitò per la prima volta la città americana di New York. La visione di quei palazzi suscitò in lui qualcosa.

New York City (USA)

Il film celebra la potenza e l’ingegno dell’uomo che è riuscito a creare un impero fatto di palazzi e macchinari. Il film porta con sé molti significati importanti, primo fra tutti lo sfruttamento della classe operaia da parte dei più forti. Per l’epoca questa era una vera e propria denuncia al lavoro nelle fabbriche. I lavoratori vengono, nel film, trattati come uomini utili solo ad uno scopo: far funzionare le macchine. Gli uomini ricchi invece, coloro che vivono nella gloria della città non patiscono nessuna fame, né provano nessuna fatica.

Il signore di Metropolis è Joh Fredersen, un uomo freddo che aspira solo al potere e che vive nella sua alta torre, definita nel film la nuova torre di Babele. Il rimando alla leggendaria storia della torre di Babele non è il solo nel film, successivamente anche Maria (una giovane donna) parlerà agli operai di questa leggenda. Gli operai, appunto, sono schiavi di questa vita sotto il suolo della città, vivono giù, nelle profondità della terra, lì si trova la città dei lavoratori (The Worker city).

Una scena del film, mostra un operai stremato che deve continuare a far muovere le lancette

Uno dei personaggi principali del film è Freder, figlio di Joh Fredersen. Un ragazzo dall’animo buono che vediamo all’inizio del film intento a giocare con delle ragazze nel suo giardino incantato, il giardino eterno. Un giorno, incontra Maria (una giovane donna) che accompagna dei bambini nel giardino. Freder alla sua vista viene rapito e se ne innamora perdutamente. La ragazza però viene mandata via in quando non ben voluta dagli altri in quel luogo puro e prezioso. Lei e i bambini vanno via ma Freder, perdutamente innamorato la segue per scoprire la sua identità. Nel frattempo…

Joh Fredersen sulla sinistra, la donna robot al centro e l’inventore Rotwang a destra, in una scena del film

Joh Fredersen come ci mostra l’immagine qui sopra, si reca dal suo fedele inventore. Fedele…non proprio, poiché gli giocherà qualche inganno durante la storia. I due in passato amavano la stessa donna, Hel (madre di Freder) e tra loro non ci fu mai una grande amicizia. La donna morì e Rotwang non cessò mai di amarla, tanto che creò una macchina per sostituirla: la donna robot!

La donna robot:

Una scena del film raffigurante la donna robot e Rotwang, l’inventore.

Uno dei primi robot mai apparsi sul grande schermo! Ispirazione per molti androidi e uomini-macchine venuti in seguito, primo fra tutti : C-3PO. Come fare a non conoscerlo?

Metropolis ha ispirato e contagiato moltissimi film dello stesso genere come: Guerre Stellari e Blade Runner!

Facile capire che George Lucas ha voluto dare omaggio al capolavori di Lang con la sua versione di C-3PO dedicata alla donna robot di Metropolis!

Torniamo alla trama del film:

Freder in una scena del film

Il figlio di Joh F. è partito alla ricerca di Maria, la ragazza misteriosa, l’inseguimento lo porterà a raggiungere la città dei lavoratori, a travestirsi come uno di loro e a raggiungere le catacombe, il luogo segreto dove si riuniscono tutti gli operai per ascoltare le parole di Maria, che come un angelo li invita a praticare la pace e l’amore, poiché siamo tutti fratelli e sorelle. Purtroppo anche Joh F. e Rotwang sono in ascolto e pianificano un piano per evitare una rivolta. La donna robot è la chiave del loro piano malvagio, farle prendere le sembianze di quella ragazza che ammalia gli operai e anche Freder.

Maria in una scena del film, durante la trasformazione in donna robot
Il piano di Rotwang è distruggere Metropolis usando la donna robot con le sembianze di Maria.

Cosa succederà adesso? Non continuo a raccontarvi la storia del film, che è molto interessante e piena di sorprese, vi invito anzi a guardarlo tutto d’un fiato, lo trovate in versione integrale su youtube.

Il film come avete potuto apprendere è molto avvincente e porta con se la lotta del proletariato, l’evoluzione scientifica dell’uomo e l’invenzione del primo uomo-macchina.

Il futuro di Metropolis è un futuro distopico, tragico e a tratti spettrale poiché non c’è via di scampo per gli uomini deboli e poveri come gli operai che soccombono contro i ricchi e potenti governatori della città. Il futuro in cui è ambientato il film è il 2026, un anno a noi molto vicino ma per l’epoca (1927) lontanissimo e quindi immaginato come un mondo fatto di altissimi grattacieli e robot. Chissà quale futuro invece ci riserverà il vero 2026?

La mia tesi vuole incentrarsi proprio su questo: come viene rappresentato il futuro all’interno del cinema. Metropolis ce ne mostra una tipologia possibile, un futuro che speriamo non capiti all’umanità. Altri grandi titoli del mondo del cinema ci hanno mostrato e ci mostrano ancora oggi altri futuri possibili, come i già citati: Guerre Stellari e Blade Runner, ma anche film come MATRIX o 2001: Odissea nello spazio e potrei continuare con: Incontri ravvicinati del terzo tipo, Huger Games, E.T. ecc. Sicuramente a voi ne verranno in mente molti altri, tanti film, grandi registi e futuri sempre più diversi e impossibili da immaginare. Questo il potere del cinema che riesce a regalarci la visione di mondi al di fuori della nostra realtà con l’aiuto di effetti speciali e di generi come la fantascienza

Naturalmente la mia tesi è ancora in fase di lavorazione, ma volevo allenare la mente scrivendo questo articolo per voi, che spero possa interessarvi e magari incuriosirvi sull’argomento. Per domande o proposte scrivete pure nei commenti!

Vi saluto e vi lascio con la foto del regista di Metropolis: Fritz Lang!

(1890-1976)

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